Più di un milione di contatti al mese, trentamila ogni giorno, Spinoza.it ora è diventato anche un libro. La mente che ci sta dietro è quella di Alessandro Bonino: con lui abbiamo conversato a proposito di un progetto fenomenale e maledetto dal potere.
Un blog che si trasforma in libro Spinoza. Un libro Serissimo: siete contenti o preoccupati? Come è cambiato Spinoza.it? Sono aumentati gli utenti?
Il libro sembra piacere molto e questo ci rende davvero contenti, e non credo potrebbe essere diversamente. Dà soddisfazione quando il tuo lavoro viene premiato, come in tutte le cose. Sul cambiamento di Spinoza, direi che non è da attribuirsi al libro, ma al progressivo aprirsi del sito ai contributi degli utenti. Prima ero da solo, poi sono arrivati alcuni amici, tra cui Stefano, a cui si deve la svolta in senso decisamente satirico, e poi c'è stata l'apertura del forum, e quindi la vera fondazione di quel che è Spinoza oggi: la più grande community satirica d'Italia.
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I collaboratori di Spinoza.it sono stati scelti tramite i loro blog o siete giunti a loro in altro modo?
All'inizio ho cominciato a invitare alcuni amici, tra cui Stefano, conosciuto tramite blog e con cui avevo realizzato il libro Sempre cara mi fu quest'ernia al colon, per Mondadori, nel 2007. Stefano è l'attuale, diciamo,
direttore artistico di Spinoza, e fautore principale del suo successo. Gli altri, quelli che noi chiamiamo Alfieri, sono arrivati cominciando a mandare battute, via mail, attraverso i commenti o attraverso il forum e piano piano sono stati cooptati in Spinoza. Adesso siamo in seimila.
Moltissime delle vostre battute, vengono postate su Facebook dai singoli utenti e commentate dai loro contatti. Altri vostri contenuti vengono ripresi dai media. Sembra quasi che la satira sia ancora in grado di generare un dibattito in Italia…
È stata la vittoria del centro-destra alle elezioni del 2008 a far esplodere Spinoza: è come se in quel momento si fosse improvvisamente avvertito il bisogno di satira. Si ride per non piangere, dice qualcuno, e forse è così davvero. La progressiva chiusura degli spazi televisivi in cui fare satira ha avuto un grosso peso, secondo me. C'è bisogno di satira, specie quando il potere diventa aggressivo, e se non c'è in un posto la si va a cercare in un altro. E se non c'è da nessun'altra parte, il pubblico se la fa da sé.
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Come appena suggerito il vostro successo, su internet, dipende forse anche da una forma di censura della satira diffusa attraverso altri canali come la televisione. Pensate che in Italia la situazione possa cambiare ancora?
Secondo me sì. Anche se la crescente diffusione degli strumenti di condivisione online, dei social network, dei blog anche presso il grande pubblico ha forse un peso ancora più grande. Quel che succederà alla crescente limitazione degli spazi di critica non lo so, però so che il governo attuale ha sempre saputo sorprendermi con nuove forme inattese di distruzione della libertà. Penso che non mi deluderà nemmeno in futuro.
Avete mai ricevuto pressioni per cancellare alcuni contenuti inseriti nel blog? Se sì, come avete reagito?
C'è una linea che cerchiamo di non varcare mai e finora ci siamo riusciti. Qualche commento palesemente diffamatorio c'è stato, e lo abbiamo rimosso, ma solo in un caso la rimozione ci è stata richiesta esplicitamente.
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Come noi, avete scelto la licenza Creative Commons: cosa vi ha portato a questa scelta? Credete che in questo modo la condivisione dei materiali sul web diventi migliore?
Noi crediamo nella condivisione dei contenuti da prima che Spinoza esistesse. Se i primi bluesmen avessero brevettato le dodici battute del blues, poca della musica che ascoltiamo oggi esisterebbe. La condivisione è importantissima e le Creative Commons la aiutano per far sì che possa esistere con delle regole, anch'esse, condivise. Anche se molti, abbiamo visto, se ne sbattono.
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Il numero in uscita di Artigrafie avrà come tema Avatar. L’avatar può essere una personalità dietro lo schermo, che agisce principalmente tramite web, senza avere così una consistenza reale. Spinoza.it è l’avatar di tutti voi?
Volendo, Spinoza non è nessuna persona in particolare, ma dietro ci siamo tutti, e in quel filosofo olandese con lo sfondo bianco e una riga arancione ci riconosciamo. Ci diciamo: siamo noi.
a cura di Chiara Baudino