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Un potere inutile, quando non esplodeKamikaze

Ci sono due piazze: una è la celebre Times Square di New York, con le luci colorate che frizzano 24 ore su 24, le flotte di turisti che salgono e scendono dalle viscere della metro, Broadway e il profumo dell’ultimo capodanno sotto la neve; l’altra è piazza Kim Il Sung a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, con la gigantesca statua del “presidente eterno” - appunto Kim Il Sung – che, con una mano dietro la schiena e l’altra tesa verso il popolo, emana dittatura e terrore, mentre il cielo è grigio e le moltitudini lavoranoKamikaze In entrambe le piazze si dice che sia piombata, inaspettatamente, la letteraturaKamikaze Piombata però, forse, è un termine esagerato: in fondo in fondo la letteratura, in queste piazze, fa la figura di un kamikaze senza esplosivoKamikaze Perché? Federico Rampini – il corrispondente dall’estero più conosciuto in Italia - negli ultimi tempi vive a Manhattan e nella rubrica New York 5:30 aKamikazemKamikaze su D di Repubblica, che esce ogni sabato, usa la sua curiosissima penna come una macchina da presa a raggi X, per svelare a noi mortali italiani cosa avviene nella capitale del mondoKamikaze Da due anni a Times Square si organizza un torneo di poesia: arrivano poeti da tutto il mondo, alcuni sono famosi, la

maggior parte noKamikaze Chi vince intasca 750 dollari e un viaggio nella Grande MelaKamikaze L’unica cosa che devono fare è salire su un piccolo palco e recitare i loro versiKamikaze Ma cosa accade attorno a loro? «Gli archi giganteschi e luminosi di McDonald’s sullo sfondoKamikaze Orde di visitatori distratti, colonne di taxi strombazzanti, le vibrazioni sismiche del metrò, le luci accecanti e il frastuono di fondo»Kamikaze La vincitrice di quest’anno, Mary Jo Bang, di origini cinesi, definisce Times Square «il simbolo e l’apice di quell’iper-stimolazione che ci fa sentire vivi» e che, di più, è icona di una libertà sconfinata, di un mondo di possibilità quasi fantascientifico, di una trottola di pensieri e parole che mai si fermaKamikaze Di un infinito espressivo che non lascia spazi a squarci eclatanti, che non vale la pena far esplodere, perché al suo interno c’è già tuttoKamikaze Potere, quella capacità di cambiare lo stato delle cose, distruggendo regole vecchie e creando principi nuoviKamikaze La letteratura è potere? Rivoluzione? Esplosione? Libertà? Alle spalle di Kim Il Sung troneggia la Biblioteca Nazionale del Popolo: dalla foto sembra essere enorme, proporzionale alla statua Kamikaze Marco Ansaldo, inviato di Repubblica, passa qualche ora al suo interno, cercando, con la massima discrezione possibile, ma con altrettanta, avida fede giornalistica, di capire quanta e quale letteratura libera possano avere a disposizione i coreani del nordKamikaze Ci sono Shakespeare, Hemingway, Dostoevskij; c’è la Divina Commedia e l’opera quasi completa di Goethe e di KafkaKamikaze Sono traduzioni, ma possono essere richieste anche le versioni originaliKamikaze Il giornalista freme, è curioso e anche un po’ in ansia: le sue dita digitano sul catalogo online della biblioteca 1984, il celebre libro di George Orwell che dipinge in un futuro ormai per noi passato le linee di un totalitarismo astuto e perpetuoKamikaze Del tutto simile a quello presente, attuale, locale, lì in Corea del NordKamikaze Tanto per capire fino a che punto l’arte provoca e smuove; tanto per capire fino a che punto la libertà di pensiero è un libro che esplode, è la rivelazione di una trama reale e concretaKamikaze

Il libro c’èKamikaze 1984 viene letto in Corea del NordKamikaze Tutt’attorno è silenzio, la piazza è mutaKamikaze È muto il contegno della direttrice della biblioteca, i lettori chinati sulle scrivanie, sono mute le pagine che vengono sfogliate: nessun bisbiglio, nessun minimo rumore, neanche un sospiroKamikaze Forse la rivelazione è silenziosa Kamikaze L’esplosione è interioreKamikaze Forse invece è solo, anch’essa, mutaKamikaze A New York, invece, troppo rumore per nullaKamikaze Scendere in piazza con una poesia in mano è un gesto che oggi non fa storiaKamikaze

di Marta Ciccolari Micaldi

 

HIGHLIGHTS

war is peace
freedom is slavery
ignorance is strenght