Sono sempre stato molto attratto dal concetto di sospensione![]()
Non sta sul punto più alto della parabola, ma un istante prima
È il momento di massima estensione della potenza, prima che si chiuda a ricomporre la linea che porta alla risoluzione. In quel momento, il razionale è in stato di vapore![]()
Le idee sono puro distillato
Folk grondante elettronica![]()
Sto cercando qualche etichetta indipendente in un negozio di dischi a Londra, quando gli altoparlanti mi presentano Ambivalence Avenue. Arpeggi acustici galleggiano su onde artificiose, e continue infiltrazioni elettroniche aumentano le dimensioni dello spazio
Sono entusiasta e deluso al contempo per non averci mai pensato prima
Eppure era così semplice...
Poco importa, ci ha pensato Bibio
La contaminazione con sonorità ed elementi ipermoderni non strappa questo folk alla sua terra, ma anzi ne esalta colori e flessioni
Passeggiando per Clerkenwell, o seduti su una panchina a Bloomsbury Square, gli occhi imparano a decifrare nuovi codici![]()
Persino un custode che siavvicina minaccioso a dirti che deve chiudere i cancelli del parco, con la fretta di chi vuole salvare il significato del suo giorno, sembra quasi un amico.
Le due componenti aprono ciascun brano sempre distinte, e compenetrandosi si abbandonano fuggendo in derive ogni volta differenti
Il denominatore è nella ricerca, nella matita di Wilkinson
É un disco volutamente polveroso, un quaderno in cui l’autore ha annotato i risultati dei suoi esperimenti![]()
Ambivalence Avenue, la traccia, è un manifesto artistico
Mette in chiaro le cose
Non adatto a chi aspetta la storia per amare un’idea oggi nuova
Bibio è un kamikaze. Sulle orme di Beck, epurate ironia e citazioni, il folk smarrisce la sua densità, e da concentrico diventa funzionale all’intento di sublimazione![]()
Jealous of Roses è invece in cima alla parabola. Un telo copre suoni e parole, l’unico profilo netto è quello del delay, a bendare le ultime forme di desistenza
È spudorata, irriverente, l’incoscienza di cui ci si avvolgere prima di una sfida, abile a sigillare qualsiasi precedente riflessione
The evidence of abrasion / on a wall behind a chair / that has
recorded /every end of a / working day
Qui, in Abrasion, è il tessuto connettivo dell’indeterminatezza
L’ascesa di un arpeggio acuto preme contro la schiena, tende i nervi e cementifica le spalle
I cori nello sfondo sono privi di ogni cadenza
È un gesto occulto, brucia ciò che è intorno
É molto prima del momento in cui l’atleta entra in campo
É l’unico istante in cui è solo, quando, piegato su se stesso, si allaccia le scarpe
Di quel giorno mi piace accarezzare i segni sul mio volto
Ho compiuto col corpo la più classica delle peregrinazioni digitali
Ed è’ stata tutta un’altra cosa![]()