Pornografie apre i battenti
Serve un argomento pop e accattivante, per iniziare col botto
No, proprio un argomento porno no, sarebbe una scelta gigiona, come direbbe Simona Ventura, tra i naturali guru di questo nuovo spazio
Certo, i contatti del sito si impennerebbero: il primo trilione di siti più visitati della rete ha contenuto pornografico, almeno secondo le attendibili stime di Lisa Simpson
Si potrebbe rimediare con la foto di una donna nuda
Lo fanno pure i siti di Stampa e Repubblica, che ai click ci tengono
No, neanche youtube, niente youporn, Berlusconi, Lady Gaga, Bruno Vespa, Studio Aperto, niente trans
Che rimane per nobilitare “Pornografie”?
Risposta: l’àncora di salvezza più pop e accattivante, cui tutti i tg si appigliano da mesi, mai chiamandola per nome
Un’àncora meglio nota come «il famoso social network bianco e blu, grazie al quale tutti gli adolescenti, i giovani, i vecchi e i bambini si trovano/ si ritrovano/si fanno amici per poter realizzare loschi progetti, tipo ubriacarsi o fare stupri di gruppo, ecco il servizio»![]()
Essendo parte del popolo di questo social network, credo di avere il diritto di parlarne, almeno quanto Giorgino
Anche perché, in questi giorni, un pensiero inquietante e un poco lugubre non mi dà pace
Folgorato come San Paolo, non sulla via di Damasco, ma sul cammino verso un “parla con Tiziano Ferro”, verso
un “chiedi un consiglio alle ragazze” (di Sex and The City), l’ho capito
Ho compreso lo scopo dei suoi ideatori: Facebook è stato pensato per mandare in pensione una delle istituzioni più istituzionali della nostra cultura
Il cimitero
Per dirla con Bergonzoni, mi spiego peggio
Il gestore di un profilo è come ogni abitante di un loculo
C’è, ma non si vede
Come in ogni lapide che si rispetti, nella pagina di Facebook c’è già la foto del morto
Solo che è ancora vivo
Sotto la foto, proprio come al cimitero, c’è la data di nascita
Al momento opportuno sarà sufficiente aggiungere quell’altra: quella in cui un infarto ti ha stroncato, la tua macchina è rotolata giù da un dirupo o chissà, forse dell’autoerotismo estremo
Certo, l’aggiungerà qualcun altro
Ma il resto, il contenuto del tuo profilo-tomba, l’hai già curato per anni
Questa data lo completerà, per sempre
E il risultato finale sarà molto più rispettoso della tua memoria di quel poco che ci starebbe su una semplice, e per niente interattiva, lastra di marmo
Poi, siccome Zuckerberg ha pensato a tutto per spodestare le tombe tradizionali, non manca la versione 2
0 dell’epitaffio: la frase di stato, altrimenti nota come status o what’s on your mind?
Niente da fare
Non esiste l’inferno, esiste la Francia![]()
I go to sleep
Basta, ho chiuso
D’accordo, le ho rubacchiate tra i miei contatti a novembre, e a novembre, senza psicofarmaci, nessuno sprizza allegria
Però sono frasi (di stato) a prova di tomba
Nell’ottica di svecchiare le lapidi, i tuoi cari sono diventati i friends
Ovviamente si farà a meno del funerale, perché le condoglianze si faranno sul wall
Si risparmieranno acqua e benzina, nel totale rispetto della natura: il business del 2 novembre colerà a picco, perché con Facebook basterà mandare da casa un emoticon con fiorellino rosso e giallo![]()
Oppure una faccina con lacrime sul profilo del caro
estinto, e il suo ricordo sarà immediatamente e gratuitamente ridestato
Ma non è finita: il morto non sarà mai veramente morto
Infatti, grazie agli anni di militanza su faccia-libro, un software (questo sì, lo immagino a pagamento) ti renderà immortale
Continuerà a rispettare i tuoi gusti, ti iscriverà ai gruppi giusti, posterà l’oroscopo di Rob Brezny, chiederà la parola a Manuel Agnelli o alle tette di Pamela Anderson, saprà chattare con i tuoi cari friends nel modo in cui tu lo hai fatto per anni
Nella tua più totale tranquillità, mentre giaci in una comoda fossa comune![]()
Non vedo l’ora
Quasi quasi, domani, kamikaze della social morte, mi faccio cremare![]()
di Alessandro Salvatore
il famoso social network bianco e blu, grazie al quale tutti gli adolescenti, i giovani, i vecchi e i bambini si trovano/si ritrovano/si fanno amici per poter realizzare loschi progetti, tipo ubriacarsi o fare stupri di gruppo.
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