Artigrafie

Il rumore attutito della metro che si ferma, le porte che si aprono. Esci tenendo in mano la borsa nera, seguendo il flusso della folla. Sali sulle scale mobili, mentre dal basso arriva e poi scompare il suono dei vagoni che ripartono. Cerchi distrattamente le indicazioni per la stazione ferroviaria, e le segui. Poi, la luce neutra e diffusa dell'atrio, gli scanner dei militari all'ingresso della stazione, gli schermi che ricoprono le pareti e i pavimenti.

Seduta sul sedile grigio sfogli sul visore le notizie del giorno. Più avanti, una ragazza salita poco prima di te e un signore di mezz'età che già sonnecchia sul poggiatesta. A parte loro, il vagone è vuoto. Il motivo è semplice, le pareti vetrate sono trasparenti. Il sistema di oscuramento dev'essere rotto, e tutti gli altri passeggeri avranno cambiato vagone. Nessuno guarda il paesaggio volentieri, dopotutto. Poi, il treno che si solleva lentamente e parte, le gallerie al neon che passano sotto la città, la postazione militare che controlla la frontiera con l'Esterno.

Quando il treno esce in superficie, Mumbai è già lontana, con le sue guglie colorate e le sue fiabesche geometrie d'acciaio. Davanti, le favelas dell'Esterno, a chilometri. Se fossi nata lì saresti già morta. Pochi passano i trent'anni, respirando all'aria aperta, senza nessun filtro. Dai un'occhiata all'orologio e sbadigli. Poi, le baracche che si diradano velocemente fino a sparire, le spianate in cemento sulla sabbia, discariche, fabbriche e centrali elettriche, l'arancione accecante del sole.

Spegni il visore. Dovresti rileggere i documenti della riunione che avrai tra un paio d'ore, ma lo farai più tardi. Cerchi all'orizzonte il profilo delle torri di Lahore, ma non si vede ancora nulla. Tutto intorno, il deserto, a perdita d'occhio. Qualche giorno fa hai letto di una nuova specie di arbusti. E' stata scoperta un anno fa, e da allora si è diffusa dappertutto, nei deserti europei e in quelli del sudest. Sembra che, in qualche modo, si sia adattata alle componenti chimiche dell'aria. Così, nel giro di qualche anno, potrebbe diventare la specie più diffusa sulla Terra,


mentre le vecchie piante muoiono una dopo l'altra. Vantaggio evolutivo, diceva l'autore dell'articolo. Vantaggio evolutivo. Mentre il treno continua a viaggiare verso i grattacieli che ora si intravedono all'orizzonte, sprofondi nel sedile morbido e fresco, e continui a fissare il deserto.

di Federico Minetti

 

 

HIGHLIGHTS

Quando il treno esce in superficie Mumbai è già lontana, con le sue guglie colorate e le sue fiabesche geometrie d'acciaio. Davanti, le favelas dell'Esterno, a chilometri.