Scacco al Re  

Sommario

Artigrafie scrive e cerca l’arte per scoprirne il gusto e imparare a trasmetterlo. Che gusto ha l’arte? Ha il gusto del gioco, della scoperta, della ricerca, dell’emozione, a volte della disperazione, più spesso del piacere. Il gusto dell’ingegno che trova la sua forma.
O ancora, ha il gusto di una partita a scacchi da vincere con calma: studio le mosse, tento, sbaglio, rifletto, rischio… Scacco al re. Scacco alla noia, al potere, ai limiti, ai miti, a chi è più grande e a chi non sa giocare, alla paura e alla ragione.
Il secondo numero di Artigrafie accoglie nella sezione Orizzonti quattro scritti che fanno dello scacco al re la loro metafora fondante. Due donne simboliche ma forse di segno contrario, intavolano una partita importante: l’una, Alice (Inchiostro), con il perché esistenziale; l’altra, Marjane, protagonista di Persepolis (Palchi e Pellicole), con l’oppressione politica e razziale. Scacco al Re è anche l’opera mai realizzata di David (Linee e Colori), ma ancora oggi conosciuta; oppure la corsa di Skip James (Suoni) a caccia del blues.
Le Oasi di scrittura creativa portano la partita tra la sabbia del Marocco (Passaporti), ne svelano l’aspetto meno pacifico (Cartoline) e infine la ricreano fra scenari fantastici e reminiscenze cinematografiche (Incroci).
Nelle Scoperte la partita è tra lo scrittore e la lingua (Parole), tra chiaro e scuro (Immagini) o ancora personificata da un Odisseo più moderno che mai (Audio).
Nell’Agorà, infine, Paolo Giordano racconta il suo romanzo e Calvino chiude la partita (Le perle dell’Ostrica).
Un ultimo sguardo alla sezione Eventi: Artigrafie si prepara a fare le sue mosse anche fuori dal web. La partita sarà lunga, ma finirà, come sempre, con uno scacco matto.
A voi, ora, la prima mossa.

Marta Ciccolari Micaldi