FUTURO ANTERIORE, FUTURO INTERIORE  

Sommario

Se uno scienziato (matto) dovesse rappresentare l’esistenza media di un uomo su un sistema di assi cartesiani, metterebbe sulle ordinate il tempo e sulle ascisse l’interiorità - fatta di ragione, inconscio, sentimenti, declinazioni del carattere, influenze astrali e desideri. Dopo aver aspettato con fiducia – magari per anni - il risultato, vedrebbe questo grafico: un insieme aggrovigliato e ubriaco di punti che non seguono nessuna direzione. La maggior parte delle volte. Una linea zoppa in più parti, che non forma nessun disegno. Spesso. Una perfetta armonia di curve e intenzioni. Raramente.

Manie, sogni, emozioni inaspettate, proiezioni e aspettative, deliri, contrazioni e dilatazioni dell’Io, singhiozzi e scoppi… come fa il tempo intimo, privato, personale a seguire e accompagnare il tempo reale? È possibile che il futuro anteriore – quello fatto dal tempo che scorre - combaci con il futuro interiore?

Artigrafie 08 interroga l’arte e la scrittura per trovare delle risposte, o, forse, del conforto emotivo. Dalla sezione Orizzonti, il film 2046 (Palchi e Pellicole) risponde con un illogico, obliquo e androide “il futuro è un luogo, ma nessuno ne avrà ricordo”; l’architetto Tadao Ando (Linee e Colori) dimostra che il vuoto influenza il futuro dell’uomo molto più della pienezza raziocinante; lo scrittore Murakami Haruki (Inchiostro) incrocia distruzione, sorpresa e amore in un “meraviglioso ricordo che sfugge sempre, ma mai del tutto”; infine, le musiche di Gibbons, inseguite dalle parole di Paranoid Android (Suoni), fanno intendere che più prorompente dell’interiorità c’è solo la paranoia che da quell’interiorità proviene.

Dalla sezione Oasi le risposte non sono né meno problematiche, né meno sincere: semplicemente seguono la linea della libera creatività. Ironica armonia nelle Cartoline, confronto letterario-onirico negli Incroci e disarmante duplicità nei Passaporti.

Fuori tema – ma perché, in fondo? - le Scoperte di Artigrafie 08: le Parole campionano in versi il più impoetico dei produttori di mobili, le Immagini portano nausea e vita, l’Audio è ricca melodia inglese di rock italiano.

Una raffica di piacevoli domande sul futuro e sull’arte delle interiora investe Luca Morino, intervistato nella sezione Agorà. A seguire, un interessante dibattito sollecita i lettori di Artigrafie sul tema della bellezza e del kitsch nella contemporaneità (Botta e Risposta) e, per finire, le parole di Rosamond Lehmann, romanziera inglese (Le perle dell’ostrica), rimettono in circolo le idiosincrasie e i dubbi relativi al futuro che fino a poco prima erano parsi se non risolti, almeno dimenticati.

Chi ha la scienza dalla sua spesso s’inerpica su per sentieri pericolosi; chi ha l’arte dalla sua riesce a rotolare già da quei sentieri con inesplicabile maestria ed eleganza. Verso cosa guardiamo quando guardiamo al futuro?

Marta Ciccolari Micaldi