EFFIMERO E FIABESCO  

Sommario

Forse, Artigrafie 09 dovrebbe cominciare con il più classico dei “C’era una volta”: fiabesco, ovviamente, ma anche effimero?
Sarà per via dell’imperfetto – tempo della narrazione per eccellenza -, ma il “C’era una volta” suona come un po’ come una cantilena, qualcosa che rimane nell’aria e si stabilizza. Invece, le fiabe contemporanee si consumano veloci, quasi istantanee.
Perciò, per trovare anche l’effimero, meglio lasciar da parte l’incipit fiabesco tradizionale e (ri)cominciare dal nostro tempo.

M. Kundera, a proposito di fugacità, ha scritto: “La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina”.
Forse, allora, è la leggerezza a-morale delle fiabe di oggi a richiedere un tempo effimero: ciò che non dura non può esser detto buono o cattivo; soltanto bello, e qualche volta magico.
Così, Effimero e Fiabesco si ritrovano alla radice del meraviglioso: qualcosa cui l’uomo non può rinunciare, qualcosa che l’arte sa incarnare.

E proprio questo è il filo rosso che lega le opere raccontate dagli Orizzonti.
Ad esempio, gli edifici creati da F. Hundertwasser - artista visionario in lotta con la linea retta del Razionalismo - sembrano disegnati da un bambino per dare rifugio ad elfi e folletti (Linee e Colori).
È incantata (e incantevole) anche l’orgia di immagini che compone The Holy Mountain di A. Jodorowsky, dove il fiabesco diventa mezzo per mostrare come ogni eccesso “religioso” sia effimero (Palchi e Pellicole).
Invece, di fronte al Pianeta irritabile di P. Volponi è il lettore che si appella alla fiaba, pur di non riconoscere la favola, e la sua spietata morale sul futuro che ci attende (Inchiostro).
Ancora, l’ascolto di The Kinks are the village green preservation society svela come, a volte, sia proprio la fuggevolezza del momento a rendere quel che stiamo vivendo - o sentendo – fiabesco (Suoni).

In qualche modo, sono fiabe pure le Oasi, prove di scrittura creativa effimere, perché brevissime. Raccontano di sirene seppellite da mura e silenzi (Cartoline), di passeggiate surreali con doppio al seguito (Passaporti) e di amori nutriti da accostamenti cromatici pop (Incroci).

Anche gli autori emergenti delle Scoperte si misurano con effimero e fiabesco: c’è chi si fa possedere per sempre da terribili creature fatate (Parole), chi racconta storie lasciando scivolare le dita sul pianoforte (Audio) e c’è chi cattura l’incanto fugace di un gioco di luci e colori (Immagini).

Nell’Agorà, tavola rotonda virtuale per aprire un confronto reale, prende la parola Ascanio Celestini, il genio che usa toni fiabeschi per mettere in scena le realtà più amare. Ci raggiunge poi la voce di Gianni Rodari, che spiega il valore, tutt’altro che effimero, delle storie per bambini. Infine, una lettrice discute con noi della fiaba futuribile 2046 di Wong Kar-Wai.

Il viaggio tra Effimero e Fiabesco, però, non si ferma sul web, ma continua tra la Villa e il Parco di Corliano, a San Giuliano Terme (Pisa): dal 29 giugno al 3 luglio, quest’incantata cornice accoglie Effimeri Svegliati e Stravaganti – Metamorfosi dei paesaggi culturali, un festival per imparare l’arte e non metterla da parte. Anche Artigrafie partecipa alla manifestazione, proponendo iniziative per sperimentare nuovi modi di dire le fiabe (Eventi).

Dalla Rete alla Villa di Corliano, il passo è… effimero: buona fiaba.

Elena Mulè