Artigrafie
UN VERO FALSO
cartolina paolo puccio

Una violenta nostalgia per ciò che non è stato. Detta così, sì, certo, suona come una cazzata ma abbiate fede, non lo è. È quel sentimento che ti prende quando sai che se avessi fatto qualcosa saresti stato benissimo e ti immagini esattamente quel benissimo come sarebbe stato. Questa è la nostalgia di ciò che non è stato. Non è il rimpianto. Il rimpianto è lamentoso, è un sentimento cretino. La nostalgia no: è una delle emozioni più potenti che l’uomo possa provare. E se poi questa nostalgia è verso qualcosa che abbiamo immaginato in ogni singolo dettaglio nella nostra mente perversa e, diciamocelo, masochista, allora l’esasperazione è totale.

Quanto ci piace star male per niente. Almeno, a me piace. Pensate che per farmi più male ancora ho costruito con la mia mente una macchina che mi porta in un mondo finto per voi ma vero per me. E quando torno da lì allora sì che sto male, male davvero! Una volta pensate, sono andato al mare. Sì al mare. Certo che potevo andare dove volevo ma io volevo andare al mare. Ah certo! Voi non sapete cosa è il mare. Dovete immaginarvi una distesa immensa, sì tipo il nostro Cratere Dieci, pieno pieno di acqua salata. Lo so che è difficile, qui di acqua non ce n’è così tanta. È per quello che l’ho sognato.

Camminavo attraverso piccole stradine e c’era uno strano odore. Ho imparato che è odore di salsedine. Non lo so cos’è, ma un vecchio sporco e puzzolente che aveva lo stesso odore addosso mi ha detto che si chiama così l’odore del mare. Io ero curioso, anche perché non sapevo cosa fosse il mare. Allora ho chiesto a un bambino e me l’ha spiegato. Ho seguito quell’odore fino a che non l’ho visto, il mare. Io almeno l’ho immaginato così, come me l’aveva descritto il bambino.

C’era luce calda che faceva luccicare l’acqua, e sassi tondi e lisci lisci perfetti! Qui non ne abbiamo di così lisci. Facevano un bel rumore nell’acqua. Plonf. E poi ho visto delle strane cose di legno che ondeggiavano sull’acqua. Ho imparato che erano barche. Il bambino me l’ha detto. E mi ha fatto anche vedere delle cose verdi e nere, lunghe e viscide. Alghe si chiamano. Puzzano anche loro. E poi la

 


cosa più bella di tutte: la sabbia. È come la nostra polvere, ma più bella. Tanta sabbia che il mare si mangiava. È un posto bellissimo, il mare. Voglio che la mia macchina funzioni anche per voi. Ma nessuno vuole una macchina così. Nessuno più sogna in questo posto. Adesso al mare ci vado per sempre. Addio.

di Federica Martina

 

 

HIGHLIGHTS

Quanto ci piace star male per niente. Almeno, a me piace. Pensate che per farmi più male ancora ho costruito con la mia mente una macchina che mi porta in un mondo finto per voi ma vero per me