Perché Creative Commons
Artigrafie ha scelto una licenza Creative Commons perché l'acceso all'arte e ad ogni forma di cultura deve essere libero.
Grazie alle licenze Creative Commons, l'autore segnala esplicitamente che la riproduzione, la diffusione e la circolazione della propria opera, a determinate condizioni, sono autorizzate in modo del tutto gratuito.
Creative Commons apre le porte ad un autentico processo di "democratizzazione" dell'arte e di tutte le produzione culturali: se l'accesso alle opere è libero, il pubblico può scegliere ciò che davvero gli piace, emancipandosi da ogni preselezione dettata da logiche di mercato.
Le licenze Creative Commons sono disponibili gratuitamente: chiunque sia autore di un'opera può utilizzarle senza dover pagare né una consulenza legale né l'utilizzo della licenza stessa.
Scegliere Creative Commons non significa precludersi la possibilità di guadagnare dalle proprie creazioni: l'autore può riservare a se stesso l'utilizzo economico dell'opera, lasciando al pubblico la possibilità di impiegarla solo per fini non commerciali.
Creative Commons è già stato adottato da artisti come Pearl Jam e Gilberto Gil e da editori come Feltrinelli e La Stampa, oltre che da milioni di persone tra blogger, educatori, musicisti emergenti, ecc.
Dal Copyright al Copyleft
Il Copyright dovrebbe garantire ai creatori di opere dell'ingegno la possibilità di ottenere guadagni dalla diffusione dei propri lavori.
Oggi, però, troppo spesso, le imprese che si occupano della produzione dei supporti e della
diffusione di opere (etichette discografiche, case editrici, ecc) pretendono la cessione in via
esclusiva del Diritto d'Autore.
Inoltre, troppe volte, gli enti di gestione collettiva, come la SIAE, detengono il monopolio delle
vie privilegiate di comunicazione (rappresentazioni teatrali, concerti, ecc).
In questa situazione, paradossalmente, l'autore diventa l'anello debole della catena, soggetto a
logiche di mercato e privato del potere di decidere delle sorti della propria creazione.
Contemporaneamente, il pubblico si trova a dover pagar caro l'accesso alla cultura e la fruizione
dell'arte.
Per riparare questo stato di cose nasce il movimento Copyleft, che sceglie il proprio nome per rispondere con ironia al termine "Copyright".
Il pioniere del Copyleft è Richard Stallman, che ha creato la Free
Software Foundations, madre di Linux, il sistema operativo che chiunque può scaricare dal web e
utilizzare gratuitamente.
Dall'ambito della produzione di software, il Copyleft si è mosso per trovare soluzioni simili per
tutti gli altri tipi di opere creative.
Nasce così Creative Commons, progetto partito nel 2001
da un gruppo di giuristi della California.
Se "Copyright" è sinonimo di "All rights reseved", il motto di Creative Commons è "Some rights reserved".
Etica della condivisione e altri motivi per scegliere Creative Commons
Il Diritto d'Autore si basa sul modello della proprietà.
Ma la cultura è un patrimonio collettivo: gli stessi ordinamenti legali stabiliscono che chi crea
possiede la forma, non il contenuto.
Inoltre, il processo creativo di ogni autore si fonda necessariamente sull'accesso ad opere
pre-esistenti: siamo seduti sulle spalle dei giganti.
Il Copyright nasce quando il web e le sue potenzialità non sono neppure concepibili.
Oggi, l'ambiente digitale consente la trasmissione di dati in enorme quantità, a velocità
straordinarie e, soprattutto, a costo zero ($ input zero).
Dunque, grazie al web, ogni opera, dal momento stesso in cui viene partorita, può essere messa a
disposizione di un pubblico potenzialmente illimitato in modo gratuito e può entrare così a far
parte del patrimonio collettivo. Le opere che verranno create successivamente attingeranno a questo
patrimonio comune.
Il Copyright, per come utilizzato tradizionalmente e strumentalizzato dalle imprese, non è adeguato
a disciplinare questi nuovi fenomeni.
La licenza scelta da Artigrafie
Tutti i contenuti prodotti dalla redazione interna di Artigrafie sono disponibili sotto una licenza Creative Commons "Attribuzione Non-commerciale Condividi allo stesso modo"
Questo significa che:
- Tu sei libero di:
-
- riprodurre, distribuire, comunicare ed esporre in pubblico l'opera
- modificare l'opera
- Alle seguenti condizioni:
-
- Attribuzione: Devi attribuire la paternità dell'opera nei modi indicati dall'autore o da chi ti ha dato l'opera in licenza, in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l'opera.
- Non commerciale: Non puoi usare quest'opera per fini commerciali.
- Condividi allo stesso modo: Se alteri o trasformi quest'opera, o se la usi per crearne un'altra, puoi distribuire l'opera risultante solo con una licenza identica o equivalente a questa.
Per saperne di più su Creative Commons consulta: www.creativecommons.it e www.copyleft-italia.it.